E’ notizia del 12 giugno 2024 che il consiglio dei ministri sta lavorando su alcune modifiche da apportare alla disciplina del concordato preventivo biennale.
In particolare, gli interventi attesi sono i seguenti:
• calendario per l’adesione alla proposta di reddito. Si sta ipotizzando di posticipare al 31 ottobre, solo per i soggetti IRES (società di capitali), il termine di invio della dichiarazione e quindi di adesione al concordato. Per tutti gli altri soggetti rimane la scadenza del 15 ottobre. Dall’anno prossimo è previsto che l’adesione al concordato debba avvenire entro il 31 luglio;
• il software di calcolo sarà (si spera… ) messo a disposizione entro il 15 giugno, mentre è ipotizzato uno slittamento al 15 luglio per i contribuenti in regime forfettario;
• cause di esclusione. Sarà escluso dal concordato il soggetto che consegue redditi d’impresa o lavoro autonomo non concordabili per più del 40%. Sarà escluso anche il soggetto che diviene forfettario nell’anno di adesione al concordato, così come il soggetto che in detto anno realizza operazioni straordinarie;
• reddito e del valore della produzione oggetto di concordato. Viene previsto che dovrebbero generare una variazione del reddito concordato la cessione della clientela da parte del professionista e le perdite su crediti conseguite dalla impresa;
• acconti. E’ previsto che l’acconto dovuto per il primo anno di applicazione dell’istituto debba essere ricalcolato incrementando il dato storico di calcolo;
• decadenza. In caso di decadenza, restano dovute le imposte concordatarie se risultano superiori a quelle effettive.
Si tratta di modifiche di un certo rilievo che avranno un significativo impatto sulle scelte dei contribuenti di concordare; peraltro non si può tacere il fatto che vi saranno certamente complicazioni operative legate al ritardo con il quale dette modifiche vengono apportate rispetto al calendario degli adempimenti.